Borgato e Serra, donne che spiegano lo sport: “La missione? Cambiare gli stereotipi“

Borgato e Serra, donne che spiegano lo sport: “La missione? Cambiare gli stereotipi“

Apriti cielo. Una donna che ci spiega il pallone, dove andremo a finire. Se non ci fermiamo, magari la prossima farà la predica dall’altare. Katia Serra ride, ma soltanto per un attimo. Dietro la sua prima volta, una delle mille volte in cui ha fatto rivoluzioni piccole e grandi, ci sono quarant’anni di vita controvento, riassunti dal campo in cui ha imparato a giocare. “Mio padre, Nando, faceva il ferroviere, abitavamo al casello di Ponte Samoggia. Cinquecento metri più in là c’era la palazzina dei suoi colleghi, io e mio fratello Max andavamo a giocare lì. Il campo era la rampa dei garage: un tempo in discesa e l’altro in salita, sul cemento. Ho cominciato così”. Una frazione del Comune di Anzola, periferia ovest di Bologna. “Ho preso dalla mia mamma, Pina, è sempre stata lei la calciofila di casa. Quando avevo 10 anni organizzarono una partita mamme contro donne single, e io giocai con le mamme: vincemmo 8-1 con cinque gol miei e tre della Pina”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Calcio/nazionali/24-07-2021/giada-borgato-katia-serra-donne-intervista-4102992561821.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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