Aru chiude la carriera alla Vuelta: “Un’avventura bellissima”

Aru chiude la carriera alla Vuelta: “Un’avventura bellissima”

L’ultima di Fabio Aru. Con la cronometro di oggi con arrivo a Santiago de Compostela, lo scalatore sardo ha terminato il “camino” di una carriera tra i professionisti cominciata nove anni fa all’Astana. È stata un’avventura lunga, intensa, con tanti alti e altrettanti bassi. Aru, abbracciato da tutti i compagni subito dopo il traguardo, era l’erede designato di Vincenzo Nibali, suo grande amico fin da quando i due sono stati compagni all’Astana. Fabio aveva cominciato alla grandissima la carriera. Ma dopo il terzo posto nel 2014 e il secondo al Giro 2015, dopo la vittoria alla Vuelta 2015, dopo la straordinaria impresa a La Planche des Belles Filles al Tour 2017 in maglia tricolore (ultimo suo successo in carriera), Aru è come se si fosse spento. Il triennio (dal 2018) alla Uae-Emirates è stato molto difficile tra risultati che non arrivavano e infortuni vari.

TRA PASSATO E PRESENTE

—   Lo scorso inverno lo scalatore sardo si è rimesso in gioco con la Qhubeka con la quale ha ritrovato il gusto di andare in bicicletta. Ma evidentemente non è bastato e, alla vigilia della Vuelta, tre settimane fa, ha annunciato il ritiro. Da domani Aru comincerà un’altra vita, ma con uno sguardo rivolto al passato. “Nel 2014 ho vinto la mia prima gara da professionista al Giro d’Italia ed è stato speciale - ha detto Aru -. Quel successo ha cambiato la mia vita, mi ha fatto conoscere, ma in quell’anno ho anche avuto modo di scoprire la Spagna, un bellissimo paese. Ho sempre avvertito molto amore da parte degli spagnoli. Penso che a loro piaccia il mio modo di correre, dato che sono sempre stato un corridore che attacca, ogni volta che le gambe lo permettono. Ho sempre amato correre su queste strade e affrontare le grandi salite della Spagna”.

ULTIMO GIORNO

—   E proprio in Spagna oggi ha concluso una carriera che lo ha visto vestire vincere nove volte (tutte di peso) e vestire la maglia gialla, quella rosa e quella rossa. “Ho attraversato un periodo molto difficile anche in questa Vuelta - ha concluso Aru che si riferisce ai problemi di stomaco a ridosso del primo giorno di riposo -. Un grande ringraziamento al team per avermi aiutato a superarlo. In questi ultimi giorni mi è davvero piaciuto il solo poter dare il massimo. Essere davanti, lottare. Il supporto che ho avuto è stato speciale, ho ricevuto tante belle parole e ringrazio tutti. Certamente, avrò bisogno di alcuni giorni per capire completamente il cambiamento che sto vivendo, quindi è difficile dire ora come mi sento in questo mio ultimo giorno da professionista, ma sono contento di essere qui ora e sono felice». È la cosa più importante.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/05-09-2021/vuelta-fabio-aru-chiude-carriera-4201009077919.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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