Da Balsamo a Paternoster: l'anno d'oro del ciclismo femminile italiano

Da Balsamo a Paternoster: l'anno d'oro del ciclismo femminile italiano

Un giorno lo ricorderemo come l’anno di grazia delle ragazze italiane. Perché Elisa Longo Borghini, 5 anni dopo Rio de Janeiro, in Giappone si è messa al collo di nuovo un bronzo olimpico. E perché nel finale di stagione, nell’arco di un mese, sono arrivate 3 maglie iridate: quella di Elisa Balsamo su strada e le due in pista, Martina Fidanza nello scratch e Letizia Paternoster nell’eliminazione.

Ripercorriamo i momenti caldi di una annata indimenticabile, non prima di avere sottolineato che 3 di loro — Longo Borghini, Balsamo, Paternoster — nel 2022 saranno compagne di squadra alla Trek—Segafredo.

LONGO BORGHINI - Il 25 luglio attorno al circuito del Fuji, in Giappone, succede qualche cosa di strano. Succede che Anna Kiesenhofer, austriaca dal palmares tutt’altro che nobile, vada in fuga e poi rimanga solo al comando. Succede che il suo vantaggio invece di calare, rimanga costante. Succede che sì, l’oro è suo, perché l’Olanda delle stelle resta vittima probabilmente di faide interne. Ma sopratutto all’Olimpiade anche il secondo e il terzo posto valgono, eccome, e quando le speranze azzurre di podio sembrano perdute, alle spalle dell’olandese Van Vleuten che si va a prendere l’argento, Elisa Longo Borghini, doppia campionessa d’Italia (a crono e in linea) va all’attacco e acciuffa uno splendido podio. Prima o poi vincerà, intanto confermarsi bronzo olimpico cinque anni dopo non è da tutti.

BALSAMO - Elisa Balsamo è una predestinata. Studentessa modello al Liceo Classico, disposta al sacrificio per farsi centinaia di km andata e ritorno dal Cuneese al velodromo di Montichiari per allenarsi, la piemontese lo fece capire al mondo 5 anni fa quando tra le junior vestì la maglia arcobaleno a Doha. Cinque anni dopo, l’appuntamento iridato tra le grandi è a Lovanio, Belgio. Elisa corona una grande prestazione collettiva delle azzurre di Dino Salvoldi e in volata non trema contro la fuoriclasse olandese Marianne Vos. All’Olimpiade in pista, soprattutto omnium e americana non erano andate come sperava. Ma il 25 settembre è il suo giorno. Il giorno di Elisa. Che poi sarà anche bronzo iridato nell’omnium su pista…

FIDANZA - I Mondiali su pista di Roubaix, dal 20 al 24 ottobre, saranno ricordati come i migliori di sempre per l’Italia: tra uomini e donne 4 ori, 3 argenti, 3 bronzo. Il primo titolo se lo prende nello scratch Martina Fidanza. Classe 1999, è figlia d’arte perché il padre Giovanni a cavallo degli anni 80 e 90 era stato capace di vincere una tappa al Giro e una al Tour. Nella famiglia c’è una grande impronta ciclistica: pure mamma Nadia Baldi ha fatto il Giro d’Italia, la sorella maggiore Arianna è pro’ alla BikeExchange. Martina ha talento, adora la pista e lo scratch è una specialità in cui può far valere il suo spunto veloce. Solo che la gara del 20 ottobre prende una piega inattesa e bellissima perché Martina attacca a 5 giri dalla fine, coglie l’attimo vincente e in pratica si impone per distacco.

PATERNOSTER - Infortunio al ginocchio, Covid subdolo, sfortune assortite. Erano due anni che Letizia Paternoster si sentiva dentro un tunnel. Aspettava i Giochi di Tokyo come il sogno della vita, ma a parte il record italiano con il quartetto si sono rivelati avari di soddisfazioni. L’ultima occasione per riemergere prima della fine del 2021 sono i Mondiali su pista di Roubaix. E in particolare la disciplina amata, l’eliminazione, per la prima volta inserita nella rassegna iridata il 21 ottobre. Letizia non fallisce: l’ultima a resisterle e la belga Kopecky ma alla fine pure lei deve arrendersi e quelle della 22enne trentina sono lacrime di gioia. Il ciclismo italiano ha ritrovato anche Letizia Paternoster. E adesso, chi la ferma?

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/28-12-2021/ciclismo-2021-anno-d-oro-ciclismo-femminile-italiano-430179441477.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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