Ecco la nuova Italia: Fondriest c.t. e c'è pure Bugno

Ecco la nuova Italia: Fondriest c.t. e c'è pure Bugno

La sua prima maglia azzurra è stata con la Nazionale… stayer (le motorette della pista), guidata dal c.t. Nico De Lillo. Era il Giro di Grecia 1984, Maurizio Fondriest aveva 19 anni, prima stagione da dilettante, e divideva la camera con Cordiano Dagnoni, di sei mesi più vecchio, che gli tirava anche le volate. Si sarebbero poi rivisti nella Compagnia atleti, servizio militare.

IL PRESIDENTE

—   Dagnoni ha scalato le gerarchie della politica sportiva, da febbraio è il presidente della Federciclismo e Fondriest ha compiuto una traiettoria eccezionale da corridore: campione del mondo a Renaix 1988 a 23 anni, vincitore della Milano-Sanremo 1993 e di due Coppe del Mondo, costruttore di biciclette e testimonial di alcuni grandi brand, un campione simbolo di correttezza e passione, mai oltre le righe. Ora Dagnoni e Fondriest si ritroveranno fianco a fianco: nei prossimi giorni ci sarà l’incontro che sancirà la decisione della Federciclismo di affidare al campione trentino di Cles, in Val di Non, le chiavi della Nazionale professionisti. Fondriest sarà c.t. dal primo gennaio 2022, una volta terminato il contratto con Davide Cassani che scade il 30 settembre, e nelle intenzioni di Dagnoni, che deve naturalmente avere l’okay dal Consiglio Federale, avrà un incarico che coprirà il periodo olimpico fino a Parigi 2024. Per una programmazione adeguata.

IL RETROSCENA

—   Non sono state settimane facili per la Federciclo e per Dagnoni: l’Olimpiade di Tokyo si ricorderà non soltanto per lo storico oro del quartetto dell’inseguimento a squadre, ma anche per le polemiche con Davide Cassani, c.t. professionisti e coordinatore delle Nazionali, di fatto esautorato con la nomina di Roberto Amadio a team manager delle Nazionali e rimandato a casa nel mezzo delle gare olimpiche, prima del patto di Roma con Dagnoni siglato a conclusione dei Giochi. Cassani, scelto c.t. dal presidente Di Rocco nel 2014, giustamente guiderà a settembre l’Italia agli Europei di Trento e ai Mondiali del Belgio, e poi diventerà ambasciatore dell’Italbici, lui che è un volto popolarissimo del mondo della bicicletta: contratto triennale.

PRESTIGIO

—   Restava da riempire l’ultima casella del nuovo organigramma federale, la più prestigiosa. Dagnoni aveva pensato pure all’interim del d.s. Davide Bramati per Europei e Mondiali come soluzione-ponte, il bergamasco aveva già avuto il via libera da Lefevere, gran capo della Deceuninck-Quick Step, ma non se n’è fatto più nulla. E in ogni caso la scelta di un c.t. selezionatore a tempo, o stipendiato anche da una squadra di club, non piaceva troppo alla Federazione, proprio per il ruolo di prestigio che la figura del commissario tecnico ha in una nazione culla del ciclismo come l’Italia: difficile da spiegare al grande pubblico. Tra i candidati (erano in lizza anche Filippo Pozzato e Daniele Bennati), il profilo di Maurizio Fondriest ha convinto Dagnoni dal primo momento. Il trentino, da noi contattato, spiega: “È un ruolo importante, il c.t. è sempre il c.t.. Io ho corso una vita con la maglia azzurra, ho vinto il Mondiale, e se me lo chiedono come posso dire di no?”. Le conferme rimbalzano anche dal Belgio. Fondriest, poi, non è iscritto all’albo dei procuratori, pur seguendo con Alberati alcuni giovani corridori, e quindi non si troverebbe in alcun conflitto di interessi.

SISTEMA

—   L’intenzione della Federazione è integrare il c.t. dei professionisti in un sistema azzurro articolato, che si interfacci con il team manager Amadio e gli altri commissari tecnici. Al fianco di Fondriest ci sarà un’altra figura, più specifica: in pole Mario Scirea, già nel gruppo di Marco Villa. Ma la novità più succulenta è rappresentata dall’ingresso di Gianni Bugno nello staff del Team Italia. Il monzese, grande rivale di Fondriest sin dalle giovanili, era stato capace di non prendere l’aereo della Nazionale dal Belgio dopo il Mondiale vinto da Fondriest, e di tornare in ammiraglia in Italia, tanta era la rabbia per la vittoria di Maurizio. Ebbene, adesso Bugno e Fondriest sono legatissimi, hanno anche fatto insieme alcuni camp estivi in bici. Dagnoni vorrebbe dare al monzese il ruolo di capodelegazione della Nazionale, l’uomo-simbolo della maglia azzurra. Fondriest e Bugno come Mancini e Vialli nella Nazionale di calcio. L’azzurro vince sempre.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/24-08-2021/ciclismo-ecco-nuova-italia-fondriest-ct-c-pure-bugno-420674456934.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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