Ganna: “Vivo nella felicità e penso alla Roubaix. Ma ora volo alle Maldive“

Ganna: “Vivo nella felicità e penso alla Roubaix. Ma ora volo alle Maldive“

Sta ancora a torso quasi nudo e prima di affacciarsi alla zona mista caccia un urlo “Dai Johnyyyyyyy” che quasi sommerge il tifo del velodromo, perché uno come Jonathan Milan si meritava il massimo del tifo anche dal signore dei velodromi in persona, Filippo Ganna, che resta tale anche se si è dovuto ‘accontentare’ del bronzo nell’inseguimento individuale, che è comunque il sesto podio consecutivo nella specialità per il piemontese dal 2016, dopo quattro ori e un argento.

Ai Mondiali di Roubaix serve comunque ancora l’ombrello per ‘ripararsi’ dalla pioggia di medaglie che bagna l’Italia, già a quota 7 contro le 6 di tutta la rassegna di Berlino 2020. Ieri, terza giornata, sono 3: Milan, 21 anni, è stato battuto nell’inseguimento individuale solo dall’americano Ashton Lambie. Ed Elisa Balsamo ha confermato che oltre al titolo iridato su strada è una certezza pure in pista, grazie al bronzo conquistato nell’omnium, specialità olimpica. Ma conviene approfondire innanzitutto con Filippo Ganna, prima che si goda le meritatissime vacanze. Oggi è previsto che faccia con i compagni un blitz a Creta, Grecia, per gli Awards che assegna l’Anoc, l’assemblea generale dei comitati olimpici. Si dice che il quartetto d’oro in Giappone (e iridato qui) potrebbe vincere il riconoscimento come migliore squadra in assoluto dei Giochi.

GANNA, HA CONCLUSO SUL PODIO UNA GIORNATA STRANA: UNA BRUTTA PARTENZA AL MATTINO (14° DOPO IL PRIMO CHILOMETRO) L’HA ESCLUSA DALLA FINALE PER L’ORO, E NONOSTANTE ABBIA POI PRESO IL BRONZO HA SCOSSO LA TESTA IN PISTA.

“Purtroppo le gambe erano quelle che erano, a fine stagione. Fin dal mattino non mi sentivo bene. Non riuscivo a spingere, non avevo il feeling giusto. Quando devi fare una partenza ‘a blocco’ e non ti trovi nella giornata giusta, è dura. Nel pomeriggio mi ero ripreso e volevo provarci, per riprendermi quel famoso record (3’59”930 sui 4 km di Lambie, ndr). Ma sono partito troppo forte e l’ultima volta che avevo fatto l’inseguimento individuale era a Berlino 2020. A quel punto, ero certo del bronzo (aveva ripreso lo svizzero Imhof, ndr) e mi sono rialzato. Dovevo cominciare meno ‘sparato’ e tenere più l’avversario come punto di appoggio”.

HA SENTITO UN PO’ DI DISABITUDINE ALLA PROVA?

“Sì, nel senso di dovere ritrovare la dimestichezza del gesto. Mentre i meccanismi del quartetto sono molto più rodati. Mi fa piacere avere tentato il record, ho capito una volta di più che non è impossibile, dovrò gestire meglio lo sforzo”.

HA PARLATO DI STANCHEZZA. PIÙ FISICA O PIÙ MENTALE?

“Vi rivelo una cosa, io ero venuto qua solamente per fare il quartetto e basta. Oggi ho fatto la prova perché Marco mi ha iscritto, avevamo tre posti per il mio titolo iridato e dunque non mi sono tirato indietro, anche se quando hai fatto una stagione da 70 giorni di gara circa, due prove in meno possono fare la differenza. Comunque gli altri due ragazzi hanno fatto una prova eccellente. Per Milan tra l’altro è stata una ottima esperienza e Lambie non si è dimostrato di un altro pianeta”.

E MANLIO MORO, FRIULANO, SETTIMO A 19 ANNI IN 4’10”539?

“Tanto di cappello a lui. Molto forte, è andato. Un risultato che ha un bel sapore per il futuro”.

SA CHE LAMBIE DOPO L’ORO HA DETTO ‘TRA ME E GANNA NON C’È STORIA, IL MIGLIORE È LUI. NON RIESCO NEPPURE A CONTARE TUTTO QUELLO CHE HA VINTO E QUANTE COSE FA DURANTE L’ANNO’?

“Sono felice che abbia vinto, era da tempo che inseguiva questo oro. Poi ha il primato… Un rivale eccezionale, uno stimolo in più a migliorarsi anche se io già di mio penso sempre a cosa posso fare per progredire”.

SE GUARDA INDIETRO ALLA SUA LUNGA STAGIONE, CHE COSA PENSA?

“Decisamente che va bene così. Olimpiadi, Mondiali crono e qui con il quartetto, tanto altro. Il sentimento è quello di felicità”.

CONOSCENDOLA, NON AVREBBE BARATTATO IL 5° TITOLO INDIVIDUALE CON IL PRIMO A SQUADRE, GIUSTO?

“Più che giusto, l’obiettivo era quello. Ma era già da prima della partenza di Tokyo che lo dicevamo. Lì Bertazzo era stato riserva, alcuni erano rimasti a casa, e allora avevo detto a tutti che sarei partito a questo Mondiale per loro. È stato bellissimo. Se devo mettere sul piatto della bilancia Olimpiade e Mondiale, dico che l’Olimpiade è più pesante. Però anche noi cinque che ci ritroviamo tutti con la maglia arcobaleno… Un piacere enorme”.

SIAMO A POCHI METRI DALL’ARRIVO DELLA PARIGI-ROUBAIX CHE LEI VINSE CINQUE ANNI FA DA UNDER 23. NEL 2022 LA VEDREMO AL VIA?

“Abbiamo cominciato a parlare dell’idea di correre al Nord nella prossima primavera, però di programmi con Ineos-Grenadiers ne parleremo approfonditamente a dicembre, non prima. Adesso dopo il passaggio da qui a Creta torno a casa, poi casa-Maldive. Lì, non cercatemi al telefono, perché non mi trovereste”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/23-10-2021/ciclismo-intervista-ganna-vivo-felicita-ora-volo-maldive-4202020283255.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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