“Gino Bartali, il postino della pace”: esce in Olanda un nuovo film

“Gino Bartali, il postino della pace”: esce in Olanda un nuovo film

Gino Bartali come Muhammad Ali. Uomo di pace e di valori universali, che non si contrattano e orientano la propria vita. A costo di qualsiasi rischio, anche di essere fucilati dai nazisti se sorpresi con i documenti falsi per salvare gli ebrei nel telaio della bicicletta. È il cuore del nuovo film che esce domani in Olanda, “Gino Bartali-Il postino della pace”. Due olandesi, l’ex professionista Laurens Ten Dam e Stefan Bolt, direttore di Live Slow Ride Fast Media (giovane società dedicata alla promozione della bicicletta), rifanno oggi i 180 chilometri tra Firenze e Assisi: le stesse strade sterrate che Bartali aveva percorso nei suoi oltre 50 viaggi, perno di una organizzazione che permise di salvare oltre 800 ebrei.

È il viaggio, oggi, nei luoghi di Bartali, la sua campagna, le osterie e i bar, le targhe sugli edifici che ricordano una storia emersa solo dopo la morte del grande campione. Occhi nuovi, occhi leggeri, che si stupiscono a ripensare a quanto fatto quasi 80 anni fa. Il film si apre con un luogo simbolo del ciclismo: la chiesetta del Ghisallo, dove sono conservati i cimeli, le maglie e le bici di Bartali. Una telefonata, a Ponte a Ema risponde Gino, e allora ecco una delicata intervista a Bartali, il grande leone che si toglie la maglietta per fare vedere il pacemaker.

E poi la cyclette con cui pedala ancora, tra le bici delle sue vittorie. È come se Gino rivelasse la propria anima, il bene più autentico. Perché poi fa vedere la sua cappellina privata che teneva a casa ed era dedicata a Santa Teresina del Bambin Gesù e il libro delle messe che annotava su un diario. Bartali che parla di Coppi: “Non vedo l’ora di incontrarlo in Paradiso”, “l’ho tirato su io, era un povero contadino, stava peggio di me, mi faceva tanta pena”.

Tutti aspetti che poi ritroviamo nel film, con la casa di Ponte a Ema, il rapporto con il fratello Giulio morto in corsa, la sedia che Gino teneva al cimitero davanti alla tomba di Giulio: scavalcava la recinzione e si sedeva a raccontargli corse e ciclismo. Il Museo della memoria di Assisi, la macchina dei tipografi Brizzi che stampavano di nascosto i falsi documenti che poi Bartali portava agli ebrei, il Monastero di San Damiano dove le suore lo aspettavano. Bartali Giusto tra le Nazioni, il campione della fede, il bene che si fa ma non si dice, le medaglie si appendono all’anima e non alla giacca. L’altruismo nella sua forma più alta. Una lezione di storia e umanità che è bene non dimenticare mai.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/10-03-2022/ciclismo-gino-bartali-postino-pace-esce-olanda-nuovo-film-4301787931467.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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