Giro, l’ultimo e decisivo arrivo in salita all’Alpe Motta: nel nome di Adorni

Giro, l’ultimo e decisivo arrivo in salita all’Alpe Motta: nel nome di Adorni

Ecco l’ultimo degli otto arrivi in salita, la giornata decisiva del 104° Giro d’Italia. La corsa rosa si può giocare qui, in questa zona della Valchiavenna che per secoli è stata la porta del commercio da Milano verso la Svizzera e la Germania, dal mare al Reno. Una delle vie che, già in epoca romana, sono state fondamentali per la crescita e il commercio dell’Europa. Soprattutto, quel passo dello Spluga e la via Spluga, che iniziava a Milano in età di Augusto, e poi diventato capolavoro di ingegneria grazie a Carlo Donegani, l’ingegnere dell’impero d’Austria: 1818-1822, quattro anni per completarla.

Oggi a Chiavenna (Sondrio) c’è stata la presentazione della tappa, Verbania-Valle Spluga Alpe Motta, km 164, in programma sabato 29 maggio. Poi mancherà soltanto la cronometro finale di 30,3 km da Senago a Piazza del Duomo a Milano. Sono 4200 metri di dislivello per una tappa che parte da Verbania per onorare Filippo Ganna (e anche Elisa Longo Borghini, la migliore azzurra) e sconfina in Svizzera. Dopo la partenza, entrati in territorio elvetico, si affronta l’interminabile Passo di San Bernardino (23,7 km, dislivello 1517 metri, 6,2% medio con punte del 12% ) con scollinamento a quota 2065; discesa, ed ecco il Passo dello Spluga (Splügenpass), 8,9 km al 7,3%, max 12%. È la salita dove nel Giro 1965 Vittorio Adorni, in maglia rosa, si involò tutto solo per conquistare a Madesimo una delle sue vittorie più belle. E Bruno Raschi, sulla Gazzetta, scrisse: “È il più bel rosa dopo Coppi”.

Discesa impegnativa fino a Campodolcino, dove inizia la salita finale: 7,3 km al 7,6%. La strada sale con una sequenza di tornanti e gallerie fino a Pianazzo, dove si percorre la vecchia strada per Madesimo (carreggiata ristretta) con pendenze elevate: 13%. A Madesimo si trova l’unico tratto relativamente pianeggiante del percorso che negli ultimi chilometri riprende a salire con pendenze attorno al 10%.

Presenti i sindaci Luca Della Vita (Chiavenna), Enrica Guanella (Campodolcino), Daniela Pilatti (Madesimo), l’assessore al turismo della provincia di Sondrio Franco Angelini, il presidente della Comunità Montana Davide Trussoni e l’assessore regionale al turismo Lara Magoni, più Pierluigi Negri, coordinatore di tutte le tappe del Giro in Valtellina e Stefano Allocchio, direttore di corsa del Giro. Poi l’intervento a sorpresa in video-collegamento da Parma di Vittorio Adorni, che ha ricordato con aneddoti e curiosità quella giornata sotto la neve, il 3 giugno 1965, iniziata a Saas Fee in Svizzera alle 8 di mattina e conclusa alle cinque del pomeriggio in trionfo, in maglia rosa, a Madesimo. Una rosa all’attacco, qualcosa di mai visto, sul passo dello Spluga. E all’arrivo ecco Sergio Zavoli e il suo Processo alla Tappa, che invece di tenere Adorni in studio per dieci minuti lo intervista per un’ora. Adorni, bello, biondo, occhi celesti, il campione che apre l’era del dopo-Coppi. Capace soltanto di grandi imprese nella sua carriera: vince il Giro con 11’26” su Zilioli e 12’57” su Gimondi, trionferà al Mondiale di Imola 1968 con 9’50” sul secondo, il belga Van Springel.

Sabato 29 maggio, sull’arrivo dell’Alpe Motta sotto la statua della Vergine, Nostra Signora d’Europa, e al Santuario inaugurato nel 1958 dall’arcivescovo di Milano, Montini, poi diventato Papa Paolo VI, potrebbe essere scritta un’altra storica pagina della leggenda rosa. La statua è ricoperta in oro, alta 13,50 metri, ed è stata donata da tutti gli Stati Europei; alla sua base si trova il Santuario all’aperto di Nostra Signora d’Europa che coincide con il centro del bacino idrografico europeo, da cui scendono le acque dirette al Mediterraneo, al Mare del Nord (Reno) e al Mar Nero (Danubio).

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/28-04-2021/giro-d-italia-l-ultimo-arrivo-salita-all-alpe-motta-nome-adorni-410550277993.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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