La donna della maxi caduta al Tour: “Mi vergogno. E ora ho paura“

La donna della maxi caduta al Tour: “Mi vergogno. E ora ho paura“

Il suo stato di fermo è stato prolungato di altre 24 ore, cioè fino a oggi, «al fine di permettere la finalizzazione degli atti in corso, come gli aspetti medico-legali». «Ho fatto una sciocchezza. Mi vergogno», ha ammesso la donna che sabato, nel corso della prima tappa del Tour, con un cartello di cartone (l’ormai famoso mix franco-tedesco “Allez Opi-Omi”, “Forza nonno e nonna”, abituali spettatori in tv della Boucle) troppo esposto in mezzo alla strada in favore di telecamera aveva fatto cadere Tony Martin e decine di altri corridori. Ieri il procuratore di Brest, Camille Miansoni, ha fatto il punto della situazione con i cronisti. Chiarendo tra l’altro come per quanto accaduto – cioè «la messa in pericolo di terzi mancando volontariamente agli obblighi di prudenza e sicurezza, procurando involontariamente ferite con prognosi non superiore a tre mesi» – il rischio sia la prigione fino a due anni. «E l’inchiesta non è chiusa».

APPELLI

—   Trent’anni, francese, residente nel Nord del Finistere (è la nonna a essere di origini tedesche), la donna con la cerata gialla e gli occhiali scuri ha riferito di avere «paura per le conseguenze della propria azione», e di essere angosciata per il «clamore mediatico». Mercoledì mattina era stata identificata dalla gendarmeria di Landerneau che si apprestava a rintracciarla. Lei si è presentata al pomeriggio. Il colonnello Nicolas Duvinage ha evocato sue «fragilità personali» con un appello alla «calma, bisogna mantenere la testa fredda su questo affare. L’ultima cosa che bisogna fare è procedere a un linciaggio mediatico, o sui social». Queste ultime sono parole chiave, e molto probabilmente spiegano perché gli organizzatori del Tour hanno deciso di ritirare la denuncia. «Bisogna ricordare le misure di precauzione, il pubblico deve stare attento, ma questa storia ha preso proporzioni folli», ha detto il direttore Prudhomme. La gendarmeria aveva lanciato un appello su Facebook per trovare questa persona ricevendo più di 4.000 messaggi. Alcuni utili, ma diversi altri ingiuriosi e (parecchio) minacciosi verso la spettatrice: come dire che la situazione rischiava di sfuggire di mano.

SINDACATO

—   Resta da capire come si comporterà Marc Soler, lo spagnolo della Movistar rimasto coinvolto nell’incidente, che stoicamente era riuscito a concludere la prima tappa nonostante avesse entrambi le braccia fratturate (poi si è ritirato). In un articolo per “La Vanguardia” ha scritto: «Sto pensando di denunciarla, provo molta rabbia. Tutto quello che ho fatto per preparare il Tour è finito nella spazzatura, a quella persona evidentemente il ciclismo non piace. Il nostro sindacato in teoria dovrebbe difenderci, ma lavora poco in tal senso. E l’Uci si preoccupa solo di regole stupide come quella delle borracce».

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/02-07-2021/tour-donna-maxi-caduta-mi-vergogno-ora-ho-paura-4102423220268.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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