Le azzurre della pista vedono l’Olimpiade dall’Etna. Paternoster a Noto

Le azzurre della pista vedono  l’Olimpiade dall’Etna. Paternoster a Noto

L’Etna è rosa e si colora d’azzurro quando le ragazze della Nazionale scendono dal Rifugio Sapienza verso il mare e poi risalgono. Su e giù da quasi due settimane, sino a lunedì, quando si concluderà il primo ciclo di preparazione verso l’Olimpiade di Tokyo 2021. I Giochi della rinascita della nostra pista, con le ragazze che, al debutto a Rio 2016 con la storica qualificazione nel quartetto dell’inseguimento, possono davvero sognare in grande. Anche nell’Omnium e nell’Americana. Un gruppo giovanissimo (Guazzini ha appena festeggiato 20 anni; Balsamo 22, Paternoster 21) molto dinamico e versatile. Con il c.t. Dino Salvoldi, ai 1.910 metri del Rifugio Sapienza tante volte luogo d’arrivo delle tappe del Giro d’Italia professionisti, ci sono Martina Alzini (Valcar), Elisa Balsamo (Fiamme Oro), Rachele Barbieri (Fiamme Oro), Maria Giulia Confalonieri (Fiamme Oro), Chiara Consonni (Valcar), Martina Fidanza (Fiamme Oro), Vittoria Guazzini (Fiamme Oro), Silvia Zanardi (BePink) e Silvia Valsecchi (BePink). A livello del mare, a Noto, si allena Letizia Paternoster (Trek-Segafredo).

SALVOLDI, COME VI STATE ALLENANDO?

“Facciamo cicli di quattro giorni che ripetiamo, non necessariamente nello stesso ordine. L’obiettivo è soprattutto fondo, mettere chilometri nelle gambe, e alternarlo con un po’ di palestra e qualche esercizio sui ciclomulini con le biciclette da cronometro. Qui al Rifugio stiamo molto bene, abbiamo allestito anche una piccola palestra con i bilancieri e il “parallellepipedo” per fare i balzi di coordinamento dei movimenti”.

DOVE VI ALLENATE?

“Scendiamo dai diversi versanti dell’Etna. Principalmente da quello di Paternò verso la piana di Catania, spesso andiamo in direzione Enna. Siamo anche andati a Taormina, le ragazze volevano vederla. Di solito facciamo il giro del vulcano a una quota tra 800 e 1000 metri, in senso antiorario: Ragalna, Nicolosi, Zafferana, Bronte e risaliamo, sono 130 km, ma allunghiamo anche a 140”.

CHE COSA CERCATE DA QUESTO RITIRO?

“Chilometri e fondo. Le ragazze non hanno bisogno di fare grandi salite, facciamo poco dislivello, le temperature sono gradevoli e pedaliamo con una frequenza più alta rispetto alle gare su strada”.

CI PUÒ FARE QUALCHE ESEMPIO?

“Quando facciamo la distanza, inseriamo lavori di qualità aerobica, progressivi e continuativi. Per esempio, 15-20 minuti a intensità di soglia o progressivi sino alla soglia. Elisa Balsamo fa ripetizioni di 20 minuti a potenza costante, 250 watt, con una frequenza costante di 95-100 pedalate. Obiettivo migliorare le caratteristiche aerobiche e cardiovascolari, con la funzione di migliorare il recupero in pista dalle fasi massimali dell’inseguimento, di allenare questo recupero. In pista gli intervalli tra le prove sono minime e l’intensità è massima. Oppure facciamo un esercizio progressivo sempre di 20 minuti: da 200 a 300 watt alla stessa frequenza di pedalate, aumentando ogni due minuti la potenza di 20 watt e ovviamente indurendo il rapporto”.

ALTRI ESERCIZI?

“Le classiche ripetute di forza/resistenza, oppure una sessione tutta al Rifugio Sapienza tra esercizi di forza in palestra e lavoro intermittente sui ciclomulini con le biciclette da cronometro. E uno dei quattro giorni è una pedalata di recupero attivo, una sgambata di 70-80 km. Restiamo qui sino a lunedì pomeriggio, dopo l’ultimo allenamento, poi partiamo. Siamo arrivati in Sicilia il 13 gennaio, cinque giorni a Noto con sessioni anche nel velodromo, e poi dal 18 siamo qui in quota. L’Etna, in questa situazione di pandemia, era l’unica sede possibile”.

LETIZIA PATERNOSTER NON C’È SULL’ETNA.

“Non ha ancora la condizione e i chilometri per affrontare un raduno in quota. Si è fermata a Noto, dove c’è una buona assistenza, ogni 2-3 giorni vado a trovarla. Le ho mandato i percorsi di allenamento, ma questa zona comunque la conosce, c’è già stata in passato in ritiro con la Trek-Segafredo. Ormai si sparge la voce quando esce in bicicletta, e allora tutti a ruota. Letizia adesso è a posto fisicamente e deve solo pedalare, in maniera costante e crescere gradualmente di condizione. Deve pensare soltanto alle sue date dell’Olimpiade, e basta”.

IL PROBLEMA ADESSO SONO LE CORSE, PERCHÉ LE RAGAZZE RISCHIANO DI NON GAREGGIARE SINO A SABATO 6 MARZO, STRADE BIANCHE.

“E questo preoccupa tutti. Da qui dovevamo andare a Dubai, ma la gara è stata cancellata, e lo stesso è avvenuto per due gare in Spagna a Valencia. Noi come Nazionale torneremo a fare due sessioni alla settimana al velodromo di Montichiari. Ma non sarà facile coprire un mese solo con gli allenamenti”.

IN RELAZIONE AI VACCINI, RACHELE BARBIERI RESTA SEMPRE L’UNICA VACCINATA, ANCHE PER IL SUO IMPEGNO COME VOLONTARIA SULLE AMBULANZE?

“Esatto”.

AL SUO GRUPPO SI È UNITA, COME ALLENATRICE/PREPARATRICE, L’EX PROFESSIONISTA TRENTINA ROSSELLA CALLOVI.

“Già dal 2020 lavora con noi. È laureata in Scienze Motorie, è molto preparata e segue per due volte alla settimane gli allenamenti a Montichiari, è lì anche in questi giorni con le juniores e con l’altro gruppo. Lei fa parte del Gruppo sportivo dell’Esercito, durante la settimana lavora a Trento in caserma e ha avuto un distacco per venire in Nazionale”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/29-01-2021/dall-etna-azzurre-pista-vedono-l-olimpiade-tokyo-paternoster-si-allena-noto-400217145026.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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