Nibali tra futuro e sicurezza stradale: “Tutelate le bici e smettete di guidare stando al telefono!“

Nibali tra futuro e sicurezza stradale: “Tutelate le bici e smettete di guidare stando al telefono!“

Dalla battaglia per la sicurezza di chi va in bicicletta alle aspirazioni per l’anno che verrà con il ritorno a casa Astana. Vincenzo Nibali trascorre il pomeriggio a Roma per partecipare all’incontro organizzato dall’Acsi, uno degli enti di promozione più forti sulle due ruote con 53mila tesserati e un calendario sempre affollato di eventi. Vincenzo annuncia che dalla prossima settimana tornerà regolarmente ad allenarsi per farsi trovare pronto al raduno con la squadra in Spagna. Poi strizza l’occhio alla Roubaix, “non l’ho mai corsa, chissà vediamo”, e al Giro, “il presidente della Regione si è lasciato sfuggire qualcosa sulle quattro tappe in Sicilia, sarei contento”, ma precisa che ancora il piano definitivo per la stagione non c’è. Quanto al nuovo c.t., un applauso alla scelta di Daniele Bennati. “Sono stato suo compagno di squadra, da anni fra noi corridori lo si immaginava come futuro possibile c.t.”.

OLANDA

—   Ma Nibali parla soprattutto di sicurezza, un tema che richiama da tempo il suo impegno. “Se ne parla da anni, anzi praticamente da sempre. La bici è un mezzo sempre più usato, ma l’Italia è un Paese storicamente concentrato sull’automobile. Ora qualcosa sta cambiando: nascono nuove piste ciclabili, c’è più sicurezza nei centri storici, si torna a parlare della distanza minima di un metro e mezzo fra l’auto e il ciclista. Il problema è che una cosa è il corridore di grande esperienza, un’altra l’utente meno esperto, che riconosce con più difficoltà i pericoli”. Quali sono i Paesi modello per una politica di sicurezza per la bici? “Dalla mia esperienza posso citare l’Olanda e subito dopo la Danimarca”. Nibali parla poi di uno dei pericoli più grandi, “sempre più persone guidano l’auto con il telefonino”. Poi dà alcuni consigli a chi va in bici: “In alcune ore della giornata, meglio utilizzare un abbigliamento con colori molto visibili”. Vincenzo fa anche una proposta, meglio formula una domanda: “All’estero, in alcuni Paesi ho visto che le corsie preferenziali degli autobus possono essere utilizzate dai ciclisti. È possibile anche qui?”.

CODICE VECCHIO

—   Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Roberto Sgalla, presidente della commissione sicurezza della Federciclismo, che ha proposto per la primavera 2022 l’organizzazione degli Stati generali della sicurezza in bicicletta. Sgalla ha anche parlato della necessità di rivedere il Codice della strada. “È vecchio del ‘92, chiama la bicicletta velocipede. Ma chi è che usa più questa parola?”. Sono stati forniti diversi numeri, dal boom della vendita di bici (due milioni nel 2020), ma anche di quel preoccupante più 20 per cento di incidenti che riguardano i ciclisti. Ciclisti spesso in difficoltà anche dal punto di vista sanitario è legale di fronte a un sinistro, come sottolineato dall’attività dell’associazione Zerosbatti con cui si sta impegnando lo stesso Nibali.

MALAGÒ

—   La speranza è che qualcosa si muova. Lo auspica anche Giovanni Malagò, il presidente del Coni che ha portato il suo saluto. “Le ragioni del boom della bicicletta? Sono tante, l’effetto emulazione degli straordinari successi dei nostri campioni, la popolarità dei grandi eventi a partire dal Giro d’Italia, la stessa pandemia che ha favorito quelle discipline che si svolgono all’aperto senza contatto come l’atletica e il ciclismo. Ma sulla sicurezza ora è il legislatore che deve fare la sua parte”. A proposito di parte da fare, Nibali è pronto: “Se sarà il mio ultimo anno? Certo non sono eterno… ma ora godiamoci questo ritorno all’Astana e ricominciamo ad allenarci”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/02-11-2021/nibali-sicurezza-stradale-tutelate-bici-smettete-guidare-telefono-4202196374898.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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