Pedalata a Codogno: 300 in bici per non dimenticare la prima zona rossa Covid

Pedalata a Codogno: 300 in bici per non dimenticare la prima zona rossa Covid

Emozioni e commozione. Tanta. E ancora una volta è la bicicletta, simbolo della fatica più vera e del rapporto viscerale con la terra, a interpretare il ruolo da protagonista. In 300 si sono presentati oggi a Codogno per una pedalata di 72 chilometri sulle strade (e i sentieri sterrati) della prima zona rossa d’Italia. Nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2020, all’ospedale di Codogno il Covid venne diagnosticato al paziente zero, Mattia Maestri, un uomo sportivo di 38 anni che stava molto male per una polmonite bilaterale non curabile con i soliti antibiotici: grazie al coraggio e all’intuizione della dottoressa Laura Ricevuti e dell’anestesista Annalisa Malara, al paziente venne fatto un tampone molecolare e da quel momento l’Italia ha scoperto il Covid e la tragedia che si stava per abbattere.

La pedalata “Zona rossa gravel” è stata organizzata da Cycling team Avis e Passione gravel. Presenti i sindaci dei comuni della zona rossa, l’assessore regionale al Territorio Pietro Foroni (è di Codogno), il sindaco Francesco Passerini e tanti appassionati che hanno pedalato tra ricordi e commozioni: molti di loro sono stati toccati personalmente, a livello famigliare, dal Covid. Biciclette normali, gravel o mountain bike. Una giornata in sella, nel ricordo.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/20-02-2022/ciclismo-pedalata-codogno-300-memoria-covid-4301526058284.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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