Spettacolare, poliglotta e sicura: la Maratona delle Dolomiti della rinascita batte anche la pioggia

Spettacolare, poliglotta e sicura: la Maratona delle Dolomiti della rinascita batte anche la pioggia

Un piccolo grande passo verso il ritorno alla normalità. Dopo lo stop causa covid del 2020, è tornata la Maratona dles Dolomites, la granfondo più bella e famosa in tutto il mondo. Nonostante le restrizioni che hanno ridotto il numero dei partecipanti dai consueti 9.000 a 5.615 (provenienti da 57 nazioni), l’edizione della ripartenza è stata un capolavoro firmato dal patron Michil Costa e dal presidente del comitato organizzatore Claudio Canins, che sono riusciti a creare il consueto clima nonostante il rigido protocollo Covid. E hanno portato a casa un’altra edizione praticamente senz’acqua, a dispetto delle disastrose previsioni della vigilia. Tutti i partenti hanno dovuto esibire il certificato di avvenuta vaccinazione o guarigione, o in alternativa un tampone negativo entro le 72 ore dal via.

I VIP

—   Una delle grandi virtù della bici è che rende tutti uguali. Così ti può capitare di vedere arrancare accanto agli amatori una personalità del calibro di Vittorio Colao, ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, per l’occasione un po’ in difficoltà sul Pordoi ma scortato da un gregario di lusso come il c.t. della Nazionale Davide Cassani. Alla partenza delle 6.30 di stamattina da La Villa altri affezionati alla Maratona come Federico Pellegrino, Kristian Ghedina, Manfred Moelgg, Fabrizio Ravanelli e lo skipper di Luna Rossa Francesco Bruni, oltre all’alpinista Hervé Barmasse, che faceva parte del team allestito da Audi, storico partner della Maratona e presente in corsa con due vetture elettriche.

EX DI LUSSO

—   I ciclisti non credevano ai loro occhi quando hanno visto un mito come Johan Museeuw pedalare con loro sul Campolongo. Il mondo delle due ruote era comunque come al solito molto ben rappresentato: da Fausto Pinarello, patron dell’omonimo marchio, all’Olimpionico Paolo Bettini e a un Max Lelli che sul Sella ha estratto lo Smartphone per immortalare queste meravigliose montagne.

LA GARA

—   E’ stato il toscano Fabio Cini a interrompere il dominio del materano Tommaso Elettrico, oggi soltanto quarto dopo tre vittorie consecutive sull’impegnativo percorso da 138 km e oltre 4.000 di dislivello. Gli altri percorsi prevedevano il “Classico” giro dei quattro passi da 55 km e il medio da 106 km e oltre 3.000 di dislivello. Con Cini, protagonista di un’azione irresistibile sul tremendo Giau, sono saliti sul podio il laziale Vincenzo Pisani e il professore granfondista (insegna all’università Bocconi di Milano) Paolo Castelnovo. Tra le donne si è imposta l’olandese Marta Maltha. Ma alla Maratona vincono tutti, perché già essere al via è un privilegio unico. Siamo certi che il signore che saliva sul Gardena con la musica di Raul Casadei che gli usciva dalle tasche, all’arrivo avrà avuto lo stesso sorriso di chi ha vinto.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/04-07-2021/ciclismo-maratona-dolomiti-rinascita-batte-anche-pioggia-4102495506351.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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