Colbrelli, capolavoro dal sapore antico. Scatto da leggenda per tutta l'Italbici

Colbrelli, capolavoro dal sapore antico. Scatto da leggenda per tutta l'Italbici

La faccia di Sonny è color Roubaix, o color dei sogni. Il fango dell’Inferno del Nord è una maschera che ridisegna un volto da ciclismo antico. Le lacrime e quel sorriso che torna bambino sono la cornice classica di un capolavoro. Sonny Colbrelli. A 31 anni, ha conquistato la Regina delle Classiche risolvendo una corsa, drammaticamente bella, che restituisce in pieno la dimensione epica del ciclismo.

LA ZAMPATA DI COLBRELLI

—   La Parigi-Roubaix è molto più di una corsa in bicicletta, è qualcosa che esce dal mondo della tecnica, va oltre le strategie delle ammiraglie e non ha alcun timore di affrontare la retorica. Quando poi la pioggia incarognisce i tratti di pavé allora la più anacronistica e affascinante delle Prove Monumento diventa romanzo, anzi diventa il palcoscenico per i nuovi eroi di tragedia greca. Gli attori fuoriclasse di talento cristallino come il belga Wout Van Aert o l’olandese Mathieu Van der Poel o sono campioni di spessore e generosità come Gianni Moscon e Sonny Colbrelli, Ognuno porta in bici la sua dimensione psicologica, ognuno di loro lotta con le cadute, le forature, gli incidenti meccanici che mai come nella Roubaix sono piatti fissi del menu. Dalla Foresta di Arenberg, ma in questo caso anche prima, gli attori principali annusano le tracce del destino, in mezzo a coristi che fanno da sfondo. Fino al finale nel velodromo scoperto più prestigioso al mondo, quando Sonny Colbrelli si trasforma nel “deus ex machina” e risolve con la volata più importante della sua vita. Una volata spettrale, con tre corridori che sembravano statue di fango animate. Colori e scritte sulle maglie azzerate. Un testa a testa, tra debuttanti nell’Inferno del Nord: Colbrelli, Van der Poel il giovane belga Florian Vermeersch. Un sprint straziante, con quel che restava nel serbatoio delle energie, fino alla zampata finale di Colbrelli.

SONNY NELLA LEGGENDA

—   Dietro di loro, nella foto dell’arrivo, a un giro di pista c’è Gianni Moscon, penalizzato da una foratura e una caduta quando era da solo in fuga. Può essere orgoglioso della gara e deve sentirsi in credito con il destino. Magari può passare alla cassa già sabato al Lombardia…

Ci sono vari modi per entrare nella leggenda del ciclismo, anzi dello sport. Colbrelli è stato fortunato perché la Roubaix 2021, grazie a freddo, pioggia e fango, ha apparecchiato una gara spettacolare in un crescendo di emozioni e colpi di scena che renderà unica questa edizione. Sonny entra nella leggenda grazie a una corsa senza calcoli, tutta forza, cuore e generosità. Ci entra con la faccia sporca di fango, anzi con la faccia bella di fango e quelle sue foto senza tempo resteranno un riferimento. Per sempre.

DESENZANO D’ORO

—   Diciamo che (per le gare su strada) è l’anno di Colbrelli, già campione italiano Imola e d’Europa a Trento. Si chiama Sonny, un nome da pugile o musicista e ieri ha preso a pugni la Roubaix a ritmo di rock. Vive a Salò, ma è nato a Desenzano sul Garda dove è cresciuto Marcell Jacobs ed è un altro segnale da cogliere. La favolosa estate azzurra ha una coda autunnale e ci conferma che i miracoli esistono. Se ci credi. Quante possibilità avevamo di riconquistare la Roubaix 22 anni dopo l’ultimo successo di Andrea Tafi? Sulla carta le stesse che avevamo di vincere i 100 metri ai Giochi di Tokyo. E siccome la grande bellezza dello sport sta nella sua infinita capacità di sorprenderci, eccoci qui a considerare che Desenzano può vantare un campione olimpico (dei 100 metri!) e il trionfatore della Roubaix più rocambolesca della storia recente.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/Classiche/04-10-2021/colbrelli-parigi-roubaix-capolavoro-sapore-antico-scatto-leggenda-tutta-italbici-4201615959245.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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