La Sanremo secondo Bettini: “ La Cipressa è Pogacar, il Poggio Van Aert. E Ganna...“

La Sanremo secondo Bettini: “ La Cipressa è Pogacar, il Poggio Van Aert. E Ganna...“

Abbiamo chiesto a Paolo Bettini, vincitore della Milano-Sanremo nel 2003 e 11 volte al via, di raccontarci la Classicissima dividendola in due: da Milano alla Cipressa (parte 1) e dalla Cipressa al traguardo. Questa è la seconda parte.

A San Lorenzo al Mare inizia la vera Sanremo. Mancano 27 km all’arrivo e le due salite-simbolo. La Cipressa, inserita nel percorso nel 1982, misura 5,6 km al 4,1% medio, con punte del 9% a metà: la prima parte è più dura, gli ultimi 2 km sono a poco più del 2%. Dalla vetta mancano 21 km: discesa su Arma di Taggia, tratto di 9 km di Aurelia e a 10 km dalla conclusione si sale sul Poggio, che patron Vincenzo Torriani decise di inserire nel 1960 per evitare le continue conclusioni in volata. Sono 3700 metri al 3,7% con punte dell’8% negli ultimi 600 metri dopo il Santuario della Guardia. Discesa molto tortuosa e quindi i 2 km finali sull’Aurelia prima del traguardo in Via Roma, con il rettilineo protetto dalle case che tira all’insù all’1-2%.

LA PAROLA A BETTINI

—   Paolo Bettini analizza per noi i punti caldi. Partiamo dal duello Pogacar-Van Aert. “Sono gli uomini-faro, ma la Sanremo è imprevedibile sempre, lo dimostra la storia. La storia mia e di Cancellara con il suo attacco nel 2008 all’ultimo chilometro, quella di Tchmil (1999) che scappa sull’Aurelia o di Zabel che pensava di aver vinto e viene beffato da Freire nel 2004. La Sanremo è veramente un terno al lotto. Nel finale, io dico Van Aert su Pogacar, considerato anche l’andamento altimetrico: sono tutti e due stramotivati e in condizione, Van Aert è l’uomo che può tenere l’accelerazione violenta di Pogacar, e anche chi può sperare di batterlo più facilmente in volata. Ma anche qui si tratta di Sanremo: penso a Sagan che ha fatto di tutto per perderla, per non averla nell’albo d’oro e forse non la vincerà mai più. Quando era arrivato con Kwiatkowski e Alaphilippe nel 2017, aveva vinto, matematico. Ha fatto gli ultimi 3 km da superiore, ed ecco dove conta la testa: lì gli si è spenta la testa, Sagan aveva pensato di averla già vinta”. Pogacar può pensare di averla già vinta, considerato quello che ha dimostrato nel 2022? “No. Van Aert può pensare di averla già in mano, perché sa già come si fa. Però il fiammingo è uno molto esperto”.

CIPRESSA E POGGIO

—   Più ci avviciniamo al Poggio, più salgono le quotazioni di Van Aert? “Se bastano a Pogacar gli 800 metri più duri in cima al Poggio? Sì, gli potrebbero anche bastare. Io e Paolini siamo usciti fuori da un gruppo di 80 corridori. Pogacar può far male ancora, sì. Andar via da solo? Non so, Van Aert sicuramente gli andrà dietro, ma Van Aert può giocarsi Roglic. Se Pogacar azzarda sulla Cipressa, io se fossi Van Aert manderei via Roglic, e potrebbe fare come Pozzato nel 2006, che vinse con me e Boonen dietro a tutelarlo”. Il punto forte? “Per Pogacar è la Cipressa. Deve essere per lui per anticipare. Il Poggio, per come è fatto, è più per Van Aert, Pogacar fa più fatica nel complesso-salita. Se vanno via insieme? In volata Van Aert è più veloce, ma siamo sempre alla Sanremo…”.

INCOGNITA VENTO

—   Analizziamo la Cipressa. “Il punto più duro è il tornante a destra dove si apre la strada. Io, fossi Pogacar, inizierei prima. Difficilmente avrà troppi uomini a tutelarlo sul Poggio: se vuole corsa dura, deve giocare il potenziale della squadra sulla Cipressa, e non può aspettare il tornante a destra famoso. Ricordate dove partì Pantani nel 1999? Al tornante a sinistra prima del punto duro, 5-6%, poi c’è tutto il falsopiano, il tornante a destra, e poi si apre il costone impegnativo. In base al vento, mi verrebbe da dire che questo sabato sarebbe controvento. Pogacar deve prendere la Cipressa come se l’arrivo fosse in cima”. Formolo potrebbe essere l’unico che nel finale gli stia vicino? “Sì, in un gruppetto di 15 ci sta, ed è molto forte anche in discesa. Se fa l’azione, la discesa sulla Cipressa la farà Pogacar stesso, e poi sull’Aurelia è importante avere un uomo come Formolo”. Siamo sull’Aurelia, 10 km dove sono nate e si sono spente tante azioni. “Ci sono pochi grandi nomi in questa Sanremo, e qui può scappare qualcuno. Il tratto più difficile da gestire dal lato psicologico-tattico è quello dell’Aurelia che porta al Poggio. Vacci tu, no, vacci tu, e qualcuno ne può approfittare. Sette-otto o 15-20, con gente veloce come Matthews”. E l’incidenza del vento? “Bisogna capire come lo trovano nei punti caldi, perché Cipressa e Poggio “girano” con le curve e i tornanti. Se sulla Cipressa lo trovi contro sul costone, sarà difficile fare l’azione importante e i valori si appiattiscono. Se sono riparati, diventa importante vedere come sarà sull’Aurelia: e se è a favore e c’è un gruppetto di 7-8 che si butta giù, diventa interessante. Lo stesso vale sul Poggio: dopo i serbatoi dell’acqua, il vento lo trovi al traverso, di fianco, e chi ha la gamba potrebbe fare veramente male. Ti dà velocità e se perdi due metri, tappare il buco diventa difficilissimo”.

SPERANZA GANNA

—   E Filippo Ganna, l’unica speranza italiana? “Per la stazza che ha, l’unico modo è farsi trovare tra Cipressa e Poggio, magari in uno di quei gruppetti che rientrano da dietro dopo la Cipressa e poi si mischiano; sperare che nel gioco delle “limature” possa piantare uno scatto secco, prenda dieci secondi di vantaggio e poi voglio vedere chi va a chiudere. È l’unica possibilità che ha. Sulla Cipressa si può salvare, perché è più lineare come salita, può perdere 15, al massimo 20”. Ma Ganna deve anticipare il Poggio, assolutamente sì. Il Poggio è troppo esplosivo per Ganna, non ce la farebbe a rispondere agli scatti con quasi 20 chili in più. E la prima parte del Poggio, che potrebbe essergli più favorevole, non è una salita da Ganna, cioè mettersi là e spingere watt. È tutto un tornante, ogni volta che rallenta, per la stazza che ha, perde secondi. Ganna ha anche un’altra possibilità: ma deve venir fuori una corsa molto più piatta di quello che prevediamo, arriva giù dal Poggio e si gioca le carte sull’Aurelia come Tchmil o Cancellara. Però per me farà fatica ad arrivare lì: se c’è Ganna, si parla di un arrivo di 50 e anche 60 corridori”. Sorprese e altri nomi? “Matthews o Sagan? Se non l’hanno vinta negli anni in cui dovevano vincerla… Jakobsen, invece, è diverso: è una scommessa, non ha mai corso la Sanremo ma non conta. Soprattutto i giovani, l’abbiamo visto, hanno un altro approccio. Finora in volata è apparso nettamente il più forte di tutti, e potrebbe fare come Cavendish che vinse nel 2009: chi se l’aspettava?”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/Classiche/19-03-2022/milano-sanremo-secondo-paolo-bettini-dalla-cipressa-traguardo-4301916027109.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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