Van Baarle: “Vittoria folle“. Ganna: “Pagato i due 'sforzoni', ma ho salvato la pelle“

Van Baarle: “Vittoria folle“. Ganna: “Pagato i due 'sforzoni', ma ho salvato la pelle“

Filippo Ganna si è steso sul prato appena conclusa quella fatica immane chiamata Parigi-Roubaix, poi è andato a cercare il compagno Dylan van Baarle per complimentarsi. Il 25enne piemontese di Ineos-Grenadiers era alla terza partecipazione da prò alla Regina delle Classiche, vinta nel 2016 da Under 23: dopo un fuori tempo massimo e un ritiro, la prestazione odierna conferma che è entrato in una dimensione diversa, e bisogna andare oltre il 35° posto a 4’47” per comprenderlo. Ecco le sue parole a caldo: “Dovevamo fare una corsa del genere e l’abbiamo fatta, all’attacco. Dylan è stato un grande. Per me un po’ di sfortuna: dopo il secondo settore avevo già bucato, e dopo il quarto ho avuto un problema meccanico, un salto di catena. Quindi ho dovuto inseguire”. Ad Arenberg ci aveva provato con Kung: “Ho pagato però i due sforzoni per rientrare. Il mio bilancio? Non so bene quanto sono arrivato, ma ho salvato la pelle e questo è già importante”. La faccia porta i segni della polvere, dell’impegno: “Dura, tanta fatica, ma l’importante era trionfare e lo abbiamo fatto con Dylan. Era un grande obiettivo e finalmente è finita nel nostro albo d’oro”. Una volta di più si è confermata la tendenza del dopo-Milano Sanremo: Ineos-Grenadiers aveva avuto un inizio di stagione in ombra specie rispetto a Uae-Emirates e Jumbo-Visma ma nell’ultimo mese o poco “l’Impero” è tornato agli antichi splendori, tra piazzamenti e successi di prestigio.

NUMERI

—   Non c’è dubbio che questa sia la vittoria più importante della carriera di Van Baarle, che quanto a secondi posti pesanti non contava solamente quello al Fiandre di due settimane fa: era stato argento infatti all’ultimo Mondiale vinto da Alaphilippe. Mentre alla Roubaix non aveva mai ottenuto risultati di rilievo (al contrario del Fiandre, 4 volte nella top-10): anzi nel 2021, nel giorno di gloria per Sonny Colbrelli, era addirittura finito fuori tempo massimo. Attenzione: con Ineos-Grenadiers è in scadenza di contratto e sono interessate a lui sia la Uae-Emirates sia la Jumbo-Visma. Così ha espresso la sua gioia: “Quando sono entrato nel Velodromo non riuscivo a crederci. Mi sono guardato alle spalle per vedere se arrivava qualcuno, ma ero tutto solo. È stato folle. Questo è una Monumento, ovviamente volevo vincerne una. Non ho parole. A un certo punto ho anche avuto una foratura, ma tutti abbiamo avuto qualcosa che non andava e sono rimasto calmo”.

TRENTIN

—   Foratura, già, quella che ha tolto di mezzo un Matteo Trentin piuttosto competitivo, per tornare a casa Italia. “Ho forato, sì. Ero proprio a ruota di Van Baarle che poi ha vinto… Purtroppo era un pezzo pieno di curve, era impossibile. Ho fatto la prima e quasi mi ammazzavo. La catena mi era andata giù ad Arenberg, ero dopo la quindicesima macchina ma sono riuscito a rientrare. Da lì, ho corso molto bene. Avevo provato in prima persona al rifornimento a fare qualcosa… Dite che è stata la Parigi-Roubaix in cui sono andato più forte? Può anche essere, ma il risultato è stato lo stesso di sempre”. Il miglior italiano al traguardo è stato Andrea Pasqualon, 19°, che ha debuttato nell’Inferno del Nord a 34 anni. “E voglio ritornarci. Perché è una corsa splendida”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Ciclismo/Classiche/17-04-2022/parigi-roubaix-van-baarle-vittoria-folle-ganna-ho-salvato-pelle-44095044227.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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