Giro, le ultime 5 fino alla crono di Milano: 3 arrivi in salita inediti, giovedì per i velocisti

Giro, le ultime 5 fino alla crono di  Milano: 3 arrivi in salita inediti, giovedì per i velocisti

Oggi il 104° Giro d’Italia riposa per la seconda e ultima volta prima di riprendere mercoledì il cammino verso Milano: domenica la conclusione davanti al Duomo con una cronometro di 30,3 km. In classifica, il colombiano Egan Bernal (Ineos-Grenadiers) è sempre più padrone dopo il trionfo a Cortina e guida con 2’24” su Damiano Caruso (Bahrain Victorious), 3’40” sul britannico Hugh Carthy (Ef), 4’18” sul russo Aleksandr Vlasov (Astana Premiertech), 4’20” sul britannico Simon Yates (Bike Exchange), 4’31” su Giulio Ciccone (Trek-Segafredo) e 5’02” sul francese Romain Bardet (Team Dsm). Alle spalle di Bernal, che ha una squadra stratosferica e in salita ha sempre staccato tutti, quei sei si giocano gli altri due gradini del podio. Finora un solo colombiano ha vinto il Giro: è stato Nairo Quintana nel 2014. Le ultime cinque tappe sono tre arrivi in salita, tutti inediti per la corsa rosa; una tappa per velocisti o fughe, e la cronometro finale, su una distanza significativa e possibili differenze anche intorno al minuto e mezzo. Il tempo è in miglioramento su tutto il nord Italia, e splenderà quasi sempre il sole.

MERCOLEDÌ 17A TAPPA

—   Canazei-Sega di Ala, 193 chilometri, quattro stelle. Sega di Ala: siamo in Trentino, non lontano da Rovereto. Salita scoperta dal Giro del Trentino 2013 e vittoria di Vincenzo Nibali nel giorno del duello con Bradley Wiggins. Ci sono 3400 metri di dislivello, tutti concentrati però negli ultimi 50 km, dal passo San Valentino al traguardo: è uno dei finali più impegnativi di tutto il Giro, perché la prima parte della tappa è interamente in discesa. Si percorrono in sequenza la Val di Fassa, la Val di Fiemme e l’altopiano di Pinè. Raggiunta Trento, la corsa si dispone sulla riva destra dell’Adige. Dopo Mori si affronta (da Avio) il Passo di San Valentino: 14,8 km alla media del 7,8%, punte del 14%. Poi Sega di Ala, un’ascesa di 11,2 km al 9,8% medio, 1098 metri di dislivello e punte del 17%. Ma siccome l’ultimo chilometro e mezzo è al 5%, la media è dell’11%: Sega di Ala è davvero una delle salite più dure del Giro. Dopo gli ultimi tornanti si entra nell’altopiano del Passo Fittanze, dove le pendenze si addolciscono fino alla linea di arrivo. Giornata da scalatori, ma attenzione: in tanti patiscono il giorno di riposo, e questa è una tappa molto severa.

GIOVEDÌ 18A TAPPA

—   Rovereto-Stradella, 231 chilometri, due stelle. La frazione più lunga del Giro, per riprendersi prima del gran finale. Ma non è banale, anzi. I velocisti se la devono conquistare sui saliscendi (e anche qualche strappo tosto) nei 30 km finali prima del traguardo nella città della fisarmonica. Ultima occasione per le fughe, mentre i velocisti avranno qualche chance solo se l’andatura non sarà forsennata. Giornata perfetta per Peter Sagan, che ormai deve solo arrivare a Milano per vincere la maglia ciclamino.

VENERDÌ 19A TAPPA

—   Abbiategrasso-Alpe di Mera (Valsesia), km 166, tre stelle. Il percorso della tappa è stato rivisto escludendo l’ascesa del Mottarone, in segno di rispetto per le vittime della sciagura della funivia Stresa-Mottarone.

SABATO 20A TAPPA

—   Verbania-Valle Spluga (Alpe Motta), 164 chilometri, quattro stelle. Ecco l’ultimo degli otto arrivi in salita. Sono 4200 metri di dislivello per una tappa che parte da Verbania per onorare Filippo Ganna (e anche Elisa Longo Borghini, la migliore azzurra) e sconfina in Svizzera. Dopo la partenza, entrati in Svizzera, si affronta l’interminabile Passo di San Bernardino (23,7 km, dislivello 1517 metri, 6,2% medio con punte del 12% ) con scollinamento a quota 2065; discesa, ed ecco il Passo dello Spluga (Splügenpass), 8,9 km al 7,3%, max 12%. E’ la salita dove nel Giro 1965 Vittorio Adorni, in maglia rosa, si involò tutto solo per conquistare a Madesimo una delle sue vittorie più belle. E Bruno Raschi, sulla Gazzetta, scrisse: “È il più bel rosa dopo Coppi”. Discesa impegnativa fino a Campodolcino, dove inizia la salita finale: 7,3 al 7,6%. La strada sale con una sequenza di tornanti e gallerie fino a Pianazzo, dove si percorre la vecchia strada per Madesimo (carreggiata ristretta) con pendenze elevate: 13%. A Madesimo si trova l’unico tratto relativamente pianeggiante del percorso che negli ultimi chilometri riprende a salire con pendenze attorno al 10%. Rettilineo finale in leggera ascesa su asfalto.

DOMENICA 21 TAPPA

—   Senago-Milano Piazza Duomo, 30,3 chilometri, tre stelle. Per il terzo anno consecutivo, il Giro d’Italia si conclude con una cronometro: nel 2019 a Verona (l’ecuadoriano Carapaz rosa), nel 2020 a Milano (il londinese Geoghegan Hart rosa). Dalla Brianza alla metropoli, si percorrono strade ampie fino a Sesto San Giovanni, da dove si procede praticamente sempre diritto fino agli ultimi 2 km che conducono all’arrivo in Piazza Duomo. Piazzale Loreto, corso Buenos Aires, corso Venezia, piazza San Babila, corso Matteotti e poi piazza Duomo. Qui verrà incoronato il vincitore della 104a edizione. Degli inseguitori di Bernal, i migliori contro il tempo sono Caruso e il russo Vlasov; il più debole è il francese Bardet.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Giroditalia/25-05-2021/giro-programma-ultime-5-tappe-3-arrivi-salita-giovedi-velocisti-4101324992838.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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