Stratosferico Martin. Yates guadagna su Bernal in difficoltà

Stratosferico Martin. Yates guadagna su Bernal in difficoltà

Daniel Martin ha vinto per distacco la diciassettesima tappa del Giro d’Italia, 193 km da Canazei a Sega di Ala. L’irlandese ha fatto la differenza sulla salita finale di 11,2 km con una pendenza media del 9,8% e con punte fino al 18%.

LA FUGA

—   Non si presenta al via Victor Campenaerts. Il belga, vincitore a Gorizia della quindicesima tappa, è costretto al ritiro da alcuni problemi al ginocchio. La partenza intanto è in discesa e quindi a grandissime velocità (si va oltre i 55 km/h), fattori che impediscono la formazione di una fuga nonostante i tantissimi tentativi di attacco. Dopo 51 km, ai piedi del Gpm di terza categoria di Sveseri - primo spartiacque di giornata - la maglia azzurra Bouchard allunga insieme a Serry, De Bondt e Hermans, immediatamente agganciati da Pasqualon, Conti, Covi e Jorgenson. Anche il campione spagnolo Samuel Sanchez decide di evadere dal plotone con una decina di corridori, i quali riescono a chiudere il buco che li separa dai battistrada. C’è anche Moscon, che corre in casa e che viene quindi “autorizzato” dalla Ineos a fare la sua tappa senza troppi calcoli per Bernal.

IL GRUPPO IN CONTROLLO

—   Lungo la salita di Sveseri, Formolo (che vuole finire nella top 10 della classifica) Visconti e una decina di contro-attaccanti si lanciano a tutta per riportarsi sui 19 in fuga, ma senza successo. La Ineos infatti non ci pensa proprio a lasciarli andare, anzi. La squadra della maglia rosa, scollinato il Gpm, accelera e li risucchia. Da lì 50 km in pianura che portano ai traguardi volanti di Trento e Mori (entrambi tagliati da De Bondt), ma soprattutto ad una constatazione: il gruppo, in testa al quale nel frattempo si è messa la Bora-Hansgrohe di Sagan, non vuole lasciar andare la fuga (tenuta a bagnomaria sempre sotto i 4’ di vantaggio).

CHE CADUTA!

—   Quando mancano 54 km all’arrivo, si entra nel vivo. Comincia il Passo di San Valentino, 14,8 km al 7,8% di pendenza media e picchi del 14%. La salita si fa sentire sulle gambe fin dalle prime rampe - le più dure - con i velocisti che si staccano subito. Davanti forcing di Dan Martin, che fa esplodere la fuga. Allo scollinamento restano in quattro, cioè lui, un grande Moscon, Pedrero e Bouchard. Il gruppo, ridotto a circa 30 corridori, si porta a un ritardo di 2’. Nel plotone maglia rosa rientra pure Evenepoel, molto bravo a reagire e a tenere il passo. Da lì una lunga e veloce discesa di 18 km, che porta ad una maxi caduta. Coinvolti 7/8 corridori, fra cui Ciccone, un Nibali sempre più sfortunato ed Evenepoel. Il belga, dolorante, riesce a ripartire, così come l’abruzzese della Trek - Segafredo, che si riporta sul gruppo maglia rosa nonostante fosse rimasto senza compagni di squadra. In testa Ravanelli e Carboni si aggiungono a Bouchard, Martin, Pedrero e Moscon.

LA SALITA PIÙ DURA

—   Ai - 11 km al traguardo, ecco il Gpm di Sega di Ala, la salita più temuta (9,8% di pendenza media e picco del 17%,). Il gruppo è vicino, a solo 1’ di ritardo. Daniel Martin attacca di nuovo ed è dominante come sul Passo di San Valentino. L’irlandese andrà a vincere, ma la vera bagarre è dietro di lui. Quando mancano 3 km infatti Almeida e Yates provano l’affondo, con Bernal che tenta di restare alla ruota del britannico (mollano invece Carthy e Bardet, così come Ciccone e Vlasov). Il colombiano, però, è senza energie e non riesce a reggere il passo. Arranca, a spronarlo e a trainarlo c’è il compagno Martinez che ne limita i danni. Alla fine la maglia rosa cederà solo 53’’ a Yates, che si porta al terzo posto nella classifica generale. Secondo, nella generale, c’è un grandissimo Caruso, quinto al traguardo dietro a Ulissi.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Giroditalia/26-05-2021/giro-italia-17-tappa-canazei-sega-ala-vince-dan-martin-bernal-maglia-rosa-4101353149759.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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