Ciclismoa sommacampagna

Ciclismoa sommacampagna

Il gruppo dei neoprofessionisti italiani con il c.t Davide Cassani

“Avete aperto una valigia piena di sogni, ora tocca a voi realizzarli. Avete raggiunto un grande obiettivo, ora ripartite tutti alla pari. Il futuro è nelle vostre mani, i primi anni saranno fondamentali. Dimostrate serietà e professionalità, solo così potrete togliervi tante soddisfazioni. Non lasciate nulla al caso sia per quanto riguarda la preparazione che la vostra immagine. Il lavoro paga, sempre. Siate curiosi, tenetevi informati. Fate del vostro meglio per non avere rimpianti domani”. Così il c.t. Davide Cassani ha accolto i giovani ciclisti italiani in procinto di passare professionisti nel 2018 che sono stati chiamati a raccolta al DB Hotel Verona Airport di Sommacampagna per il corso formativo voluto dall’Accpi, l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani. C’erano quindi Simone Bevilacqua, Michael Bresciani, Giovanni Carboni, Danilo Celano, Damiano e Imerio Cima, Nicola Conci, Matteo Fabbro, Umberto Orsini, Mark Padun, Luca Raggio, Massimo Rosa, Daniel Savini, Marco Tizza e Filippo Zaccanti, che hanno seguito con estremo interesse le lezioni tenuti dai loro rappresentanti e da relatori esperti in tema di funzionamento di associazioni, ruoli, premi, procuratori, contratti, busta paga, antidoping.
Il presidente dell’Accpi, Cristian Salvato, ha tenuto a sottolineare l’importanza di questo corso formativo, che proseguirà nella giornata di domani, venerdì 17 novembre, quando i giovani neoprofessionisti saranno affiancati da colleghi più esperti e dalle donne della categoria elite. “Siamo stati la prima associazione nel mondo delle due ruote a ideare un incontro formativo di questo tipo — ha detto Salvato —. L’idea mi è venuta nel 2010 leggendo un’intervista di Danilo Gallinari, nella quale raccontava della settimana di formazione che ha dovuto vivere prima di approdare in NBA. Dall’anno successivo è diventato un appuntamento imprescindibile, questa volta addirittura ragazzi stranieri che corrono in Italia ci hanno chiesto di partecipare perché interessati a imparare. E i colleghi francesi hanno copiato la nostra idea.