Elettrica! La nuova era delle bici da corsa

Elettrica! La nuova era delle bici da corsa
Primo: è una vera bici da corsa. Secondo: è molto bella. Terzo: è elettrica. È la Nytro, l’ultima fuoriserie prodotta dalla Pinarello. Una bici che segna un’era, una separazione netta tra ieri e domani e che magari farà nascere qualche polemica da parte dei puristi. Cosa che non spaventa affatto Fausto Pinarello, amministratore delegato dell’azienda trevigiana. «Il concetto di base è molto semplice: i migliori panorami e la più grande passione dei ciclisti sono le montagne. Più sali e più è bello. Ma la salita è anche il maggiore ostacolo per molte persone. Così, a godere delle situazioni migliori, è solo la punta dell’iceberg di tutto il movimento turistico-amatoriale. Una bici di questo tipo, invece, è il miglior aiuto per chi, a causa di vari problemi (peso, età, poco tempo per allenarsi...) vuole godere completamente il ciclismo».
la prova — Eppoi viene il bello, l’abbiamo scoperto nella prova su strada. Fare Cà del Poggio sui tempi record di Giovanni Visconti, vedere le rampe al 20 per cento che ti scivolano via sotto le ruote e sentire il vento in faccia in salita, è un’emozione unica per chi è in costante conflitto con la forza di gravità. Perché una bici così la puoi si usare per fare meno fatica in salita, ma puoi anche - spingendo al massimo sui pedali - puntare sulla velocità. Così anche l’agonista la può usare in allenamento con gli stessi criteri (addirittura ne potrebbe trarre dei benefici a livello cardio-vascolare), quello che cambia è il risultato finale, cioè la velocità, il tempo di scalata. Ed è una goduria.
quattro punti — Ma com’è fatta nel dettaglio la Nytro? «Quando abbiamo iniziato la fase di progettazione ci siamo posti quattro obiettivi: avere lo stesso feeling di una nostra bici da strada, stabilire un nuovo standard in termini di potenza e rigidità, tenere basso il peso complessivo (bici + motore) e ridurre la resistenza dell’aria», afferma Pinarello. Telaio e forcella sono in carbonio T700, le geometri praticamente uguali a quelle delle Dogma con il tubo diagonale di sezione maggiorata per accogliere il motore, asimmetria accentuata, scatola del movimento centrale e fodero posteriore destro rinforzato.
il motore — Si chiama Evation ed è prodotto dalla tedesca Fazua. Ha una potenza nominale di 250W, massima di 400W, pesa 4,7 kg (batteria compresa con tempo di ricarica da 0 a 100% di 3-4 h)) ed è in grado di assistervi, con il massimo di livello, per 1.400 metri di dislivello. Una bomba che però può essere estratto dal telaio con una manovra semplicissima in modo da rendere la bici tradizionale. Sul manubrio c’è l’unità di controllo con undici led: dieci indicano lo stato di carica della batteria, uno il tipo di modalità di erogazione di potenza che si regola mediante tre pulsanti. Le modalità sono: breeze (verde) 125 watt, river (blu) 250 watt, rocket (rosa) 400 watt. Con il verde il supporto è del 75%, con il blu del 150% e con il rosa del 240%. Attenzione però: per rispettare l’omologazione (EN 15194) il motore raggiunti i 25 orari stacca. Questo vuole dire che in pianura (dove il peso maggiore della bici ha un valore quasi trascurabile) si pedala con le proprie gambe. Questa bici viene prodotta in cinque misure (46,5, 50, 53, 55 e 58)ed è equipaggiata con freni a disco di 160 millimetri. Il peso è di 13 chili, il costo di 6.250 euro.
la nuova esperienza — Con la Nytro inizia così una nuova esperienza ciclistica. Un’esperienza che già nella prossima primavera potrebbe portare a novità clamorose. Con Pinarello è infatti allo studio il «Giro d’Italia per bici elettriche». Un’iniziativa rivolta ai cicloamatori sulle stesse identiche strade della corsa rosa, poche ore prima che passino i campioni.