Ciclismo, Mondiali 2018: alla scoperta del percorso di Innsbruck. Tra i più duri di sempre?

Ciclismo, Mondiali 2018: alla scoperta del percorso di Innsbruck. Tra i più duri di sempre?

I Mondiali di ciclismo di Innsbruck 2018 si annunciano da scalatori. Un percorso duro, durissimo e molto lungo, che andrà ad esaltare gli scalatori dotati di un ottima resistenza. Il circuito principale, preceduto da un tratto in linea comprendente anche uno strappo molto impegnativo, prevederà 6 passaggi sulla salita di Igls, quasi 8 chilometri con una pendenza media all’8%, mentre l’ultima tornata, oltre questa ascesa, prevederà il durissimo Gramartboden, 2800 metri all’11,5% di pendenza media dove chi avrà più gambe potrà involarsi in solitaria verso il traguardo. 

Nella storia recente, non troviamo percorsi di questa difficoltà. L’impegnativo circuito di Firenze 2013 era, almeno sulla carta, molto più agevole. Le condizioni atmosferiche lo hanno portato ad essere ancora più impegnativo, ma anche corridori piuttosto veloci sono arrivati a giocarsi le posizioni di rincalzo dietro il gruppetto di Nibali, Rui Costa, Valverde e Rodriguez, che aveva fatto la differenza in precedenza. La salita di Fiesole e lo strappo di via Salviati, però, non sono paragonabili a quanto gli atleti si troveranno di fronte nel prossimo mese di settembre in Austria.

Gli unici riscontri comparabili nella storia riguardano la prova iridata di Sallanches del 1980 e di Duitama del 1995, reso ancora più arduo dall’altitudine. Tre mosche bianche, tre Mondiali che pur con le proprie caratteristiche hanno favorito o favoriranno gli uomini da grandi giri, che dopo un periodo forse troppo lungo torneranno ad avere un percorso non solo adatto ma perfetto per le loro caratteristiche. Ci attendiamo tata selezione dalle squadre, come l’Italia, che dispongono uomini forti in salita e poi uno scontro diretto tra i grandi nomi della vigilia per involarsi in solitaria verso il sogno arcobaleno. Sofferenza e spettacolo: un Mondiale che non potrà annoiare e che già da ora possiamo allineare ai più duri della storia, con un ultimo strappo come non si è mai visto in una rassegna iridata. Specialmente dopo un dislivello di questo tipo. 

Foto: Valerio Origo