Nibali sul caso Froome:”Bastano due puff per sentirsi meglio, i limiti vanno rispettati”

Nibali sul caso Froome:”Bastano due puff per sentirsi meglio, i limiti vanno rispettati”

caso froome
Pochi giorni fa, dopo aver rilasciato un’intervista a Tuttobiciweb commentando il caso Froome appena scoppiato, Vincenzo Nibali era voluto intervenire in prima persona per smentire alcune sue dichiarazioni pubblicate ed immediatamente cancellate in cui ammetteva di far uso egli stesso di salbutamolo, per combattere l’allergia da pollini. Ieri però il siciliano, intervistato dal quotidiano spagnolo Marca, è ritornato sulla questione che ha coinvolto il britannico, ripetendo nuovamente quelle stesse affermazioni che quattro giorni fa aveva invece etichettato come false, stavolta però senza ritrattarle a posteriori:“Quella di Froome è stata una cattiva notizia per me, per il ciclismo e per lo sport, perché credo che oggigiorno il ciclista sia un punto di riferimento nello sport per dimostrare che si può praticare in modo pulito e che si tratta di un’attività sana. Quando sorge un problema come questo, è come se si facesse un passo indietro. Froome ha detto di aver solamente trattato la sua asma, ma anche io devo trattare un problema di allergia ai pollini e dopo due, tre, quattro, cinque puff l’alveolo, nei polmoni, si apre. Molti diranno che questa non è la verità, ma nella mia squadra sono stati fatti test e ci sono corridori con problemi più gravi dei miei che mi raccontano come due puff bastino per sentirsi meglio. Perché sanno qual è il limite, per non superarlo. E se ci sono dei limiti, ci sarà anche un motivo che non so spiegare io. Però se c’è, va rispettato”.

Nella lunga intervista firmata da Fernando Llamas, corrispondente da Hvar dove la Bahrain Merida è ora in ritiro per programmare la stagione 2018, Nibali ha poi commentato, oltre al caso Froome come ovvio che fosse, anche l’annata appena conclusa con la sua nuova squadra, fino ad arrivare a toccare il tasto Mondiale di Innsbruck, sogno oramai dichiarato del siciliano: “E’ stata una buona annata, con un doppio impegno nei grandi giri, alcune vittorie di tappa, il Giro di Croazia e le classiche. Proveremo a migliorarla, ma sarà difficile. Vincere il Lombardia è stato bellissimo, però la differenza con la Liegi (suo obiettivo per il 2018, ndr) è che questa si corre ad aprile e non alla fine della stagione. Ci saranno molti grandi campioni al via per vincere, da Valverde ad Alaphilippe, quindi per batterli non posso che superarli tutti!
Il fatto che la Movistar voglia schierarsi con tre capitani mi ha sorpreso, ma penso che alla fine Quintana sarà leader unico al Tour, mentre Landa potrebbe fare Giro e Tour, non saprei. Pensavo che Valverde andasse al Giro, perché il percorso è molto adatto alle sue caratteristiche, con arrivi semplici in montagna e non troppo in quota, ideali per lui”, ha affermato Nibali, che poi ha anche rivelato:“Landa sta crescendo moltissimo e sarà un grandissimo rivale, ma non capisco come mai abbia scommesso sulla Vuelta quando invece potrebbe essere un grande leader per il Giro. Penso sia una scelta di squadra. Ci sono stati dei contatti per farlo venire qui con noi (alla Bahrain Merida, ndi), ma poi la cosa non è andata avanti”.
Infine, lo Squalo dello Stretto ha concluso l’intervista esprimendo un desiderio per la nuova stagione:“Nel 2018 vorrei la maglia di campione del mondo, anche se potrei sostituirla con una maglia gialla…o aggiungerla”.