Caso Froome, il MPCC chiede la sospensione del corridore

Caso Froome, il MPCC chiede la sospensione del corridore


Il Movimento per un ciclismo credibile
si è rivolto al team Sky affinchè possa sospendere il corridore dopo i fatti che lo hanno visto coinvolto in questi giorni. Secondo il regolamento del MPCC, al quale però nè il team skyChris Froome aderiscono non rispettandone di conseguenza le regole, il corridore che venga trovato positivo ad un controllo antidoping deve essere fermato “immediatamente” dalla propria squadra; ciò per cercare di garantire una maggiore trasparenza dell’intero movimento del ciclismo, troppo spesso coinvolto in questi casi di alterazione delle prestazioni sportive. Però, come viene fatto notare dall‘UCI, il caso di Chris Froom è diverso da quello di una vera e propria positività, infatti il ciclista britannico è stato accusato di un uso anomalo di una sostanza che da regolamento non è vietata entro i limiti pretabili, e per l’Ama in questi casi la positività del corridore coinvolto non comporta la sospensione in quanto si suppone che l’uso della sostanza sia stato fatto non per alterare le prestazioni sportive ma per altre finalità. Tutto ciò non escluderebbe comunque la possibilità che sia il team stesso, in accordo con il corridore, a decidere per una autosospensione la quale verrebbe poi dedotta dall’eventuale squalifica.

Ecco dunque spiegato il motivo della mancata sospensione di Froome, il quale era stato trovato positivo ad un controllo antidoping svoltosi al termine della 18esima tappa della Vuelta. La sostanza incriminata è il salbutamolo, usata da Froome per curare l’asma, il cui valore era ben oltre il limite previsto dai regolamenti antidoping. Questa sostanze se usata in dosi massicce provoca un effetto termogenetico, ovvero agisce nel processo di disgregazione dei grassi aumentandone il rilascio e favorendone così un utilizzo maggiore a “scopo energetico”.