Ciclismo: il 2017 travagliato ma concreto di Fabio Aru

Ciclismo: il 2017 travagliato ma concreto di Fabio Aru

La stagione ciclistica è ormai finita ed è tempo di bilanci. Può ritenersi soddisfatto Fabio Aru, che nonostante tanti i problemi che ha dovuto affrontare nella prima parte di stagione è riuscito a rilanciarsi e a cogliere buoni risultati da giugno ad ottobre, dimostrando di avere ottime doti e soprattutto di poter dire la sua anche massimi livelli.

In particolare, il periodo più difficile è andato da marzo a maggio, quando praticamente il sardo non si è visto. Ritirato alla Tirreno-Adriatico, ha affrontato un lungo periodo di allenamento per preparare nel migliore dei modi il Giro d’Italia: poco prima del rientro alle corse, però, una caduta ha compromesso tutto, proprio a metà aprile. Impossibile recuperare e presentarsi al via nella sua Sardegna, cui sicuramente teneva molto, e allora la scelta di puntare sul Tour de France, pur con tutti i dubbi e le paure di dover improvvisare una nuova preparazione quando ormai stava finalizzando la condizione in vista della Corsa Rosa. Alla Grande Boucle ha vinto e ha convinto, prima di un calo atteso e fisiologico nel finale che non gli ha permesso di brillare nella classifica finale, dove comunque ha chiuso quinto. A seguire una Vuelta a España da lottatore qual è prima di un finale di stagione ancora competitivo nelle classiche italiane di settembre e ottobre.

Ma cosa vuol dire, tutto questo? In primis, che Aru ormai va annoverato tra i big mondiali delle grandi corse a tappe. Il Tour de France è stato un manifesto delle sue potenzialità, ormai pronte ad esplodere in maniera definitiva. Ha ancora dei limiti, ma fino ad ora probabilmente l’abbiamo visto raramente al top nel momento giusto, complici alcuni problemi ed anche un po’ di sfortuna nei momenti meno adatti. Il 2018 che gli si presenta davanti avrà un’importanza fondamentale all’interno della sua carriera, anche per il cambio di casacca: dall’Astana che l’ha accolto al passaggio tra i professionisti alla UAE Emirates, squadra che probabilmente in questo momento, data anche la campagna acquisti di questa off season, è più ambiziosa rispetto a quella kazaka.

Al momento, il programma più probabile per il suo 2018 prevede il Tour de France, una sfida stimolante ma impegnativa, che attende tutti i grandi calibri pronti a misurarsi sul percorso francese. Nel 2016 e nel 2017, però, Aru non è mai salito sul podio in alcuna corsa a tappe: i 28 anni cui sta andando in contro richiedono anche dei risultati di peso, in quanto la vittoria alla Vuelta a España nel 2015 inizia ad essere piuttosto lontana nel tempo.

Foto: Valerio Origo