Giro d’Italia 2018, prime tappe in Israele. L’analisi di Ballan, Fondriest, Tafi: “Cronometro durissima. E...

Giro d’Italia 2018, prime tappe in Israele. L’analisi di Ballan, Fondriest, Tafi: “Cronometro durissima. E poi nel deserto…”

Ormai è partito il conto alla rovescia per il Giro d’Italia 2018. La Corsa Rosa scatterà il 4 maggio da Gerusalemme, le prime tre tappe si svolgeranno in Israele poi si rientrerà nel nostro Paese e pian piano si risalirà lo Stivale.

La cronometro inaugurale di 10km avrà come sfondo le mura della città vecchia di Gerusalemme, la Torre di Davide e la Porta di Giaffa. Poi altre due frazioni assolutamente da non sottovalutare. Maurizio Fondriest, Alessandro Ballan, Gilberto Simoni, Paolo Savoldelli e Andrea Tafi hanno svolto una ricognizione: due Campioni del Mondo, due vincitori del Giro e l’ultimo italiano capace di conquistare la Roubaix. Un gruppo di eccellenze che alla Gazzetta dello Sport ha rilasciato le proprie sensazioni.

PRIMA TAPPA. Partenza e arrivo in salita (450 e 400 metri) con punte anche del 7%. Fondriest: “La prima parte è nervosa, ma le curve sono veloci e ampie. Sarà una crono per specialisti, alla Dumoulin“. Tafi: “Il percorso è impegnativo, ci saranno molti cambi di ritmo“. Ballan: “La crono è suggestiva e spettacolare con una partenza tecnica“. A Savoldelli sarebbe piaciuta moltissimo: “Le curve sono facili all’inizio ma molto tecniche. Fondo stradale perfetto, chi sa guidare la bici può fare la differenza“. Gli scalatori come Simoni potrebbero andare in difficoltà.

SECONDA TAPPA. Si profila una volata sul lungomare di Tel Aviv, i cinque big sono concordi su quale sarà l’esito finale.

TERZA TAPPA. Da attraversare il deserto Negev prima di arrivare a Eilat dopo 229km. Questa zona è caratterizzata dal Ramon Crater, il ribattezzato Gran Canyon d’Israele, una depressione di 40km e 500 metri di profondità che verrà affrontata a metà della tappa, con temperature che sfioreranno i 40 °C. Ci sarà pianura soltanto negli ultimi trenta chilometri. Fondriest: “Caldo e ventagli, tappa da non sottovalutare. Qui si può perdere il Giro“. Tafi: “Tappa molto difficile, con l’attraversamento del deserto. Dal cratere inizia un tour de force incredibile“.





(foto Twitter Giro d’Italia)

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