Ciclismo, Landa: “Avrei preferito ricevere un’accoglienza diversa da Quintana”

Ciclismo, Landa: “Avrei preferito ricevere un’accoglienza diversa da Quintana”

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Neanche il tempo di concludere il Tour of Guangxi e di salutare così i propri compagni del Team Sky, dove ha militato nelle ultime due stagioni, che Mikel Landa è volato nella sua terra natia, i Paesi Baschi, per partecipare ad una cerimonia nei panni di nuovo presidente della Fundación Ciclista Euskadi (“non potevo lasciarla morire, sono partito da lì”), squadra Continental di fatto rinata dalle ceneri della Euskaltel Euskadi. A partire da lunedì, quindi, per il basco sarà già l’ora di pensare alla nuova stagione che lo aspetta, stavolta con la maglia della Movistar di Nairo Quintana e di Alejandro Valverde, con i quali spera di trovare una giusta coesistenza che gli permetta finalmente di essere libero di giocarsi le proprie possibilità nei Grandi Giri.
Intervistato dai microfoni del Mundo Deportivo, Landa ha quindi tracciato il bilancio dell’anno che è stato, ammettendo di non aver raccolto quanto avrebbe voluto ma di essere comunque maturato sotto il profilo umano e sportivo, pronto a ripartire con il piede giusto nel 2018 per questa nuova esperienza:“Finalmente questa stagione è finita: è da febbraio che corriamo, e fino a tre giorni fa ero ancora in sella ad una bici. Posso dire che quest’anno si è trattato di una riconferma dei risultati ottenuti nel 2015, visto e considerato che nel 2016 non ero riuscito a ripetermi a causa di problemi vari. Sono cresciuto sia come uomo che come ciclista, ed anche se non sono riuscito a sfruttare tutte le opportunità che la squadra mi ha concesso, ho potuto imparare molto sia da Froome che dal Team Sky”, ha dichiarato il nativo di Murgia.

Un 2017 che ha visto Landa arrivare al Giro d’Italia con i gradi di capitano condivisi con Geraint Thomas, almeno fino a quando una moto non causò la caduta di entrambi alle pendici del Blockhaus costringendo entrambi a rivedere la proprie ambizioni (il gallese, tra l’altro, fu poi costretto al ritiro), per poi dare spettacolo al Tour de France, seppur al servizio del britannico, concludendo al quarto posto finale staccato di un solo secondo da Romain Bardet:“L’aver saputo cambiare i piani in corsa al Giro d’Italia e trovare le motivazioni per arrivare fino in fondo, nonostante la caduta, è stata la cosa più positiva di questa stagione. Parlando del Tour, all’inizio la nuvola che lo avvolge non ti permette di capire veramente ciò che sta succedendo, ma se ci penso ora con più calma ammetto di essere dispiaciuto”.

Il discorso è infine ricaduto sulla nuova squadra, la Movistar, dove il basco spera di trovare lo spazio che merita nonostante la presenza ingombrante di uno come Nairo Quintana:“Dopo i risultati ottenuti al Giro e al Tour, mi volevano praticamente tutti. Ho scelto la Movistar per la sua tradizione e per quello che sta facendo negli ultimi anni, spero di fare bene. Condividere le responsabilità con Quintana mi permetterà di avere meno pressioni addosso, ma se devo essere sincero dico che mi sarei aspettato un’accoglienza diversa da parte sua (il colombiano ha dichiarato a El Paìs:“Landa è il benvenuto, ma il leader sono io”, ndr). Sto entrando in casa sua, e da quello che vedo e sento non sono ben accetto”, ha quindi concluso Landa.