Anna Kiesenhofer più forte di tutte: è d'oro. Longo Borghini, che colpo, il bronzo è suo

Anna Kiesenhofer più forte di tutte: è d'oro. Longo Borghini, che colpo, il bronzo è suo

Un bronzo che luccica. Terza ai Giochi di Tokyo, dopo che era stata già terza all’Olimpiade di Rio 2016 e – se allarghiamo il campo ai Mondiali – a Valkenburg 2012 e Imola 2020. Elisa Longo Borghini si conferma ancora di più una straordinaria garanzia di medaglia per l’Italia. La 29enne piemontese della Trek-Segafredo e delle Fiamme Oro ha dato così il terzo podio di questa 32/a Olimpiade alla Nazionale al termine di una gara stranissima. A vincere infatti – e si può parlare di una clamorosa sorpresa – è stata Anna Kiesenhofer, austriaca classe 1991, che è andata in fuga fin dal primo chilometro con altre quattro atlete e poi ha resistito alla rimonta delle big, coronando il giorno più bello della sua carriera nel circuito del Fuji. Il tutto al termine di una gara di 137 km molto dura e resa ancora più selettiva dal caldo. Mentre l’argento, a 1’15” e per 14” avanti alla Longo Borghini, è andato a una delle grandi favorite della vigilia, la fuoriclasse olandese Annemiek Van Vleuten che ha esultato come se avesse vinto l’oro. E la cosa ha fatto pensare al fatto che non sapesse che la Kiesenhofer fosse ancora in fuga: all’Olimpiade le comunicazioni via radio con l’ammiraglia sono vietate. “E’ stato un bronzo arrivato più con il cuore che con le gambe”, ha detto Elisa nell’audio raccolto a caldo dalla Gazzetta in zona mista. E a due passi da lei le ha fatto i complimenti anche Cordiano Dagnoni, da quest’anno presidente della Federciclo: si tratta della prima medaglia della sua gestione.

SOLIDA

—   Doppia campionessa italiana in carica, in linea e a crono (anche ai Giochi farà la crono, mercoledì), Elisa Longo Borghini è allenata da Paolo Slongo (coach per tanti anni di Vincenzo Nibali) e viene da una famiglia – di Ornavasso - che ha lo sport nel Dna. Il fratello, Paolo, è stato pro’ di ciclismo per diversi anni. La mamma, Guidina Dal Sasso, ha partecipato a tre edizioni dei Giochi Olimpici invernali – 1984, 1988, 1994 – nello sci di fondo. E lo zio di Elisa, Giorgio Vanzetta, ha vinto l’oro olimpico con la 4x10 km di fondo composta anche da De Zolt, Albarello e Fauner proprio nel 1994 in Norvegia, battendo i norvegesi a casa loro. Ormai è un decennio che Elisa è il simbolo del movimento italiano femminile, anche se lei – molto umile e con i piedi per terra – rifugge questa definizione. Ma quello che conta è che sia salita sul podio olimpico. Ancora una volta.

Fonte: https://www.gazzetta.it/olimpiadi/discipline/ciclismo/25-07-2021/olimpiadi-ciclismo-oro-kiesenhofer-longo-borghini-bronzo-4103037722469.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
Valutazione: